Gennaio: la transizione protetta da Giano

Il primo mese del nostro calendario si chiama Gennaio in onore di Giano, il dio latino Ianus. Giano presiedeva a tutti i passaggi, (porte, porti, transizione dalla guerra alla pace e viceversa….) grazie al suo doppio volto.

Ianuarius

Il primo mese del calendario che seguiamo, detto gregoriano dal nome di papa Gregorio XIII, che lo introdusse il 4 ottobre 1582 con la bolla papale Inter gravissimas, inizia con un mese che si chiama Gennaio.

«Wow, che notizia! Non lo sapevoh!!»
Eh, sì, dai, lo so che lo sai: ma è sempre stato così. Né vale per chiunque sulla Terra. Quindi!

Riferimenti storici raccontano che fu il secondo re di Roma, Numa Pompilio, a decidere  intorno al 713 a.C. che dovesse esistere un mese chiamato Ianuarius, in onore del dio arcaico Ianus.

Numa Pompilio parla con la ninfa Egeria che gli dona le leggi di Roma (mos maiorum). Felice Giani, Public domain, via Wikimedia Commons

Numa Pompilio aggiunse due mesi al calendario romano in uso fino ad allora, Gennaio e Febbraio. Il calendario romano inizialmente, per quanto possa sembrare buffo, aveva solo 10 mesi e nessun mese per il periodo invernale. I romani sono sempre stati un popolo di pragmatici: se in inverno non ci sono fiori o frutti o messi né si guerreggia, perché fa troppo freddo per farlo, allora che bisogno c’è di indicare dei mesi?

E, se ci pensi bene, traccia del calendario di soli 10 mesi è giunta fino a noi attraverso i nomi di questi mesi: il calendario romano cominciava a Marzo, e arrivava a Dicembre.
Settembre era il settimo mese, Ottobre l’ottavo, Novembre il nono, Dicembre il decimo. Poi nulla. Poi si ricominciava a Marzo.

Ianus

Tavola 2: gennaio. Il dio romano Giano seduto su una nuvola al centro, regge una grande chiave e uno specchio (?) Con il numero “365”; il segno zodiacale dell’Acquario oltre. 1698, incisione
© The Trustees of the British Museum, dal sito del British Museum con licenza CC BY-NC-SA 4.0.

Il mese Ianuarius era dedicato ad una divinità latina molto interessante, Ianus, appunto. Il suo nome significa “arcata”, “passaggio coperto”, “entrata”, anche nel senso di “entrata di una città” o “entrata del Foro”. Da Janus deriva ianua, “porta”.

E Ianus era una divinità con una testa dal doppio volto, chiamato per questo bifronte: con un volto poteva tenere lo sguardo al futuro, mentre con l’altro guardava al passato.

Ianus era quindi il dio che presiedeva ai passaggi, sia fisici sia metaforici. Ideale come colui che dà il nome al primo mese dell’anno, sorvegliando la transizione tra l’anno vecchio e quello nuovo, no?

Busto del dio Giano Bifronte, Musei vaticani.
Busto del dio Giano, Musei Vaticani. Fubar Obfusco, Public domain, via Wikimedia Commons
Un paio di dettagli interessanti su Ianus

Il tempio di Ianus aveva una caratteristica peculiare: apriva le porte in tempo di guerra, mentre le chiudeva in tempo di pace. Non ci sono fonti concordi sul perché ciò dovesse avvenire: per alcuni l’importanza stava nel rito dell’apertura e chiusura delle porte stesse; per altri le porte chiuse dovevano tenere qualcosa all’interno. Publio Virgilio Marone e Quinto Ennio raccontavano che Giano nel suo tempio teneva chiusi i gemelli della guerra, Discordia e Furia, impedendo loro di impazzare all’esterno.

Moneta di Nerone, datata 66 dopo Cristo.
Rappresenta il tempio di Giano.
Da fonti storiche, sembra che il Tempio di Giano fosse un luogo di culto nel Foro romano, fin dai tempi del secondo re di Roma, Numa Pompilio. Era situato a cavallo dell’Argileto (la strada che separa la Basilica Emilia dalla Curia) ed era composto essenzialmente da un arco a due ingressi. Dell’edificio resta solo una traccia in una moneta di Nerone del 66 d.C, in foto, con le porte chiuse. Foto: Classical Numismatic Group, Inc

Un dettaglio che ho trovato interessante è legato al fatto che Ianus è una divinità in realtà italica pre-romana, quindi molto antica, più del solito pàntheon a cui siamo abituati (quello con Giove e Giunone ecc…)

E la cosa buffa sta qua. Si narra che sia stato Ianus ad invitare sul Gianicolo il dio dell’agricoltura Saturno dopo che questi era stato spodestato dal figlio Giove, dando così inizio alla mitica Età dell’oro della mitologia romana.
Ah, a proposito, hai notato la somiglianza del termine Gianicolo con Giano? In effetti leggenda vuole che Giano fosse stato il primo mitologico re del Latium, che istituì il suo regno cominciando col donare la civiltà agli abitanti di quel colle.

Sì, ma qual è il primo dell’anno?

Secondo alcune fonti, era intenzione di Numa Pompilio inserire i due mesi, Gennaio e Febbraio, a inizio dell’anno. Secondo altre, li intendeva inseriti dopo Dicembre.

La realtà fu che i romani continuarono fino al secondo secolo dopo Cristo circa a contare l’inizio dell’anno a partire da Marzo, poiché quel mese corrispondeva con importanti scadenze militari e politiche: riprendevano le attività legate alla guerra e i consoli entravano in carica.

Formalmente però l’anno cominciò il primo Gennaio da quando Caio Giulio Cesare promulgò il calendario che da lui prende il nome, il calendario giuliano, nel 46 d.C.

Durante il Medioevo si ebbe di nuovo un certo grado di arbitrarietà nella scelta del primo giorno dell’anno, con scelte diverse a seconda della città in cui ci si trovava. C’erano quindi lo stile moderno (1° gennaio), quello repubblicano (1° marzo), quello bizantino (1° settembre), quello della Pasqua (l’anno cominciava a Pasqua) o quello della Natività (l’anno cominciava a Natale), e così via.

Dall’istituzione del calendario gregoriano nel 1582, pian piano si recuperò il primo gennaio come data del Capodanno e sempre più Paesi finirono con l’adeguarsi, adottando lo stesso calendario.

Oggi il calendario gregoriano è il calendario ufficiale a livello mondiale, sebbene restino affiancati ad esso alcuni calendari tradizionali, come il calendario cinese o quello islamico, per fare alcuni esempi.

Perché un nuovo calendario?

Ogni volta che si è passati da un calendario ad una sua versione riveduta e corretta è stato per la necessità di adeguare quanto più possibile i tempi formali scanditi dal calendario con quelli naturali del ciclo dell’anno. Papa Gregorio XIII ad esempio aveva dovuto prendere il toro per le corna perché la Pasqua, festività mobile che si calcola a seconda dei moti astronomici, alla sua epoca stava andando a finire in estate. Questa discrepanza era nota da tempo, venne citata anche da Dante nella sua Divina Commedia.

I calendari che ho nominato in questo articolo, tra l’altro, sono proprio formalmente diversi tra loro: ad esempio il gregoriano è solare, calcolato sul moto del Sole; il calendario islamico è lunare, calcolato sui moti della Luna, quello cinese è lunisolare, calcolato su una combinazione di moti lunari e solari.

Insomma, tener traccia dello scorrere del tempo non è banale!

Ti incuriosiscono i diversi tipi di calendario? Vorresti saperne di più? Allora lasciami un commento qua sotto: parlare di calendari mi fa venire il mal di testa e per farlo devo essere ben motivata! 😁


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