Orione, il cacciatore

Abilissimo nella caccia, di origine divina, amato dalle dee: Orione è un personaggio mitologico degno di nota, tanto quanto la splendida costellazione che lo ricorda.
Qui ti racconto nascita, avventure e morte di uno dei protagonisti più antichi del cielo.

Orione, quale cacciatore?

L’associazione Orione–cacciatore è molto nota e diffusa in diverse culture. In effetti, una volta vista la costellazione con qualche ausilio grafico, come le linee che collegano le stelle o la sovrapposizione del disegno del personaggio mitologico, tale associazione pare piuttosto naturale.

Cacciatore, quindi. Sì, ma quale?

La corrispondenza tra costellazione e mito per Orione è alquanto controversa.
Nella mitologia classica greco-romana la costellazione di Orione è raffigurata come un uomo armato di clava e con una pelle di leone sul braccio. Queste sono caratteristiche tipiche della rappresentazione di Eracle (Ercole). Eppure Eracle ha un’altra costellazione che è a lui dedicata, anche se decisamente meno appariscente di quella di Orione.

Una tipica rappresentazione di Orione, come guerriero armato di clava con una pelle di leone sul braccio. In particolare, in questa riproduzione si apprezza come la costellazione del Toro sembri essere l’antagonista del cacciatore in una scena particolarmente dinamica.
Immagine: John Flamsteed, Public domain, via Wikimedia Commons.

Un altro dettaglio che non quadra è la costellazione che si immagina in cielo proprio lì, di fronte a Orione, come pronto a dargli battaglia: il Toro. Non c’è nessun aneddoto che coinvolge il personaggio mitologico di Orione e un toro, mentre Eracle ha dovuto catturare il gigantesco toro di Creta come settima delle sue fatiche.

Alla luce di questi fatti, ci si potrebbe chiedere se quel possente cacciatore lì in cielo sia Orione o Eracle.
In realtà è molto più probabile che il Toro e anche lo stesso Orione siano retaggio di miti di origine molto più antica.
I Sumeri, ad esempio, identificavano la costellazione di Orione col loro mitico eroe Gilgamesh, che effettivamente,  tra le sue mille imprese, affrontò anche un toro. Il nome sumero della costellazione di Orione era Uru An-Na, luce del cielo; il Toro era Gud An-Na, toro del cielo.
Insomma, come spesso accade, la derivazione mitologica di una costellazione è piuttosto articolata, ma diciamo pure che, secondo la convenzione attuale, queste stelle rappresentano il cacciatore Orione e… tagliamo la testa al toro! 😏

Non è meno controversa la narrazione riguardo la vita del mitologico cacciatore.
L’origine del mito di Orione si perde nei primordi della narrazione mitologica greca, quando i racconti non erano ancora ben organizzati per iscritto ma solo narrati a voce dai cantori.
Diverse versioni esistono dunque riguardo la sua nascita, così come riguardo la sua morte. La leggenda ha continuato poi a vivere mutuata dalla mitologia romana, che l’ha arricchita di particolari contrastanti.

Secondo i Greci

Secondo alcuni Orione era figlio di Poseidone, re dei mari, ed Euriale, figlia del re di Creta, Minosse.
In questa versione, Orione era un gigante di bell’aspetto in grado di camminare sulle acque: essere figlio del dio del mare dovrà pur portare qualche vantaggio, no?

La cecità di Orione e il viaggio verso est

Si narra che, proprio camminando sulle acque, Orione giunse sull’isola di Chio, dove, innamorato della principessa Merope, la corteggiò invano.
Una notte, in preda all’alcol, approfittò di Merope. Inutile dire che il padre della principessa, il re Eunopio, non la prese benissimo… Per vendicare l’affronto subìto dalla figlia, Eunopio fece accecare Orione e lo cacciò dall’isola.
Orione si rifugiò su Lemno, dove incontrò Efesto, il dio fabbro. Pare che Efesto si impietosì nel vedere un uomo tanto abile privato della vista e che fece quanto era in suo potere per aiutarlo. Secondo alcune versioni del mito, Efesto forgiò un paio di occhi sintetici che permisero a Orione di riacquistare subito la vista. Secondo altre versioni invece la chiave per rivedere la luce era, per Orione, viaggiare verso est, fin dove sorgeva il sole. In tali versioni Efesto affidò il cacciatore ad uno dei suoi assistenti, Cedalione, in modo che questi lo guidasse verso est a incontrare Helios, il dio del sole.

In questo dipinto Cedalione accompagna Orione verso est.
Immagine: “Orione accecato cerca il sole che sorge”, dipinto di Nicolas Poussin (1658), conservato al Metropolitan Museum of Art. Public domain, via Wikimedia Commons.

Col giovanetto sulla spalla, Orione raggiunse ad est il punto in cui il giorno nasceva ed effettivamente riacquistò la vista. Alcuni narrano che sia stato Helios a dissipare le tenebre dai suoi occhi. Altri dicono fu merito di Eos, dea dell’aurora. Secondo questa versione, Orione si innamorò di Eos non appena la vide e, corrisposto, la sposò.

Orione, i due cani, la lepre

Felice di aver riacquistato la vista, Orione tornò a dedicarsi alla caccia, insieme al fido cane Sirio.

Condivise diverse battute con la dea della caccia Artemide e le sue prodezze erano tali che questa finì con l’invaghirsi di lui. Un’attrazione fatale, letteralmente, per lui.
Apollo, fratello gemello di Artemide, o per evitare che questa rompesse il voto di castità o per semplice gelosia, con un trucco riuscì a liberarsi del cacciatore. Con uno stratagemma alquanto crudele, per la verità.
Apollo stuzzicò l’orgoglio della sorella sfidandola a colpire un lontanissimo oggetto in mare. Artemide, imbattibile con arco e frecce, mirò e scoccò, colpendo in pieno il bersaglio. Si accorse, devastata, di cosa fosse in realtà quel bersaglio solo quando il corpo ormai privo di vita di Orione giunse a riva portato dalle onde. Disperata, implorò il padre di portare in cielo Orione. Zeus acconsentì e lo portò in cielo in una scena che celebrasse le sue prodezze di cacciatore: lo circondò con due cani, le costellazioni del Cane Maggiore e Cane Minore, e una preda, la Lepre.

Orione e lo Scorpione

La versione della morte di Orione che preferisco però è un’altra. E la preferisco anche perché spiega l’origine di un’ulteriore costellazione.

Si narra che Orione fosse un cacciatore infallibile, e che lui lo sapesse perfettamente. Era assolutamente immodesto, anzi, un vero presuntuoso.
Una volta la fece davvero grossa: si vantò di essere il miglior cacciatore del mondo e che nemmeno madre terra, Gea, in persona avrebbe potuto generare qualcuno in grado di sconfiggerlo.

Ora, con Gea non si scherza. Gea può generare le più belle e gentili tra le creature, come le più spaventose e micidiali.
In quell’occasione, inviperita alle parole di Orione, Gea tremò con un terribile terremoto, si squarciò e dalle sue viscere fece uscire uno scorpione. Non immaginare uno scorpione da 10 – 15 centimetri, come quelli che possiamo incontrare in giro oggi: immagina piuttosto un mostro di 10 – 15 metri!
Lo scorpione attaccò subito Orione e il cacciatore non si sottrasse certo alla sfida. Ma la loro forza era ben bilanciata e la battaglia si protrasse a lungo. I due sferrarono l’ultimo decisivo colpo insieme: mentre Orione assestava un terribile colpo di clava sul carapace dello scorpione, questo riuscì finalmente a pungerlo per avvelenarlo. I due morirono, uccisi a vicenda, senza vincitori né vinti. Zeus riconobbe però il valore sia del cacciatore sia del mostro che Gea aveva generato, e li pose entrambi in cielo, nelle costellazioni omonime. Con un’attenzione particolare: Orione e lo Scorpione sono ai lati opposti del cielo, l’uno sorge quando l’altro tramonta. Zeus non volle lasciare loro la possibilità di continuare a combattere all’infinito.

Rappresentazione poco lusinghiera del temibile scorpione mandato da Gea ad uccidere Orione.
Immagine: Johannes Hevelius, Public domain, via Wikimedia Commons

Secondo i Romani

Per Orione i Romani raccontavano un’origine diversa. La storia è sempre mutuata dai Greci, così come i luoghi in cui si svolge.

Giove, Nettuno e Mercurio una sera erano scesi dall’Olimpo alle campagne della Beozia, per godersi un giro nel regno dei mortali. Ovviamente si erano travestiti per non essere riconosciuti e potersi rilassare. Tipo star di Holliwood in vacanza.

Mentre si godevano il loro giretto, cominciò a piovere a dirotto, quindi cercarono rifugio nella casa più vicina. Trovarono la capanna di un contadino, Ireo, povero ma estremamente ospitale. Non solo Ireo li fece entrare, asciugare e scaldare, ma condivise con loro la cena, senza risparmiar nulla. Macellò persino il suo bue migliore per offrirlo agli ospiti. Solo alla fine, soddisfatti di come il contadino aveva trattato tre perfetti sconosciuti, le tre divinità si rivelarono in tutto il loro splendore, facendosi riconoscere. Chiesero allo stupito Ireo cosa desiderasse, per ricompensare la sua ospitalità. Ma non c’era nulla che quel brav’uomo volesse. Nulla, oltre a ciò che sapeva di non poter mai più avere: un figlio. Ireo infatti era vedovo e ancora innamorato della moglie, tanto che giurava con fermezza che non si sarebbe mai risposato.
Con uno sguardo d’intesa, i tre chiesero la pelle del bue macellato. Senza dir nulla, andarono sul retro della casa di Ireo, scavarono una fossa, disposero la pelle del bue nella fossa, vi urinarono sopra, richiusero la fossa.
Tornati in casa, dissero a Ireo di recuperare la pelle sepolta dopo dieci mesi.

Stai immaginando uno scherzone di cattivo gusto operato alle spalle del povero, generoso contadino? E invece no. Dimentichi che parliamo di tre dei dell’Olimpo!

Quando Ireo, obbediente, andò al tempo stabilito a disseppellire la pelle del bue, vi trovò avvolto un meraviglioso bambino, che crebbe come figlio suo.
La sua ospitalità era stata grandemente ricompensata.
Si narra che Ireo chiamò il bambino Urion, poi divenuto Orion – dice Ovidio –, per ricordare la sua peculiare origine.

Orione, oltre la Grecia

Orione non è la più estesa tra le costellazioni del cielo, ma le sue stelle sono così luminose e la sua forma tanto riconoscibile che non può passare inosservata. Inoltre per la sua posizione sull’equatore celeste moltissimi popoli del mondo lo vedono a lungo e comodamente nel loro cielo nel corso dell’anno.
È scontato, dunque, che ogni popolo avesse delle storie legate alla costellazione di Orione, in particolare alle tre stelle della cintura.

La costellazione di Orione. Quelle tre stelle più o meno al centro dell’immagine sono note come Cintura di Orione. Più in basso si riconosce invece la Spada di Orione. Ne ho parlato più in dettaglio nell’articolo dedicato a Orione, la costellazione.
Immagine: sl1990 from Pixabay

Secondo molte tradizioni, la costellazione di Orione rappresentava un guerriero o un cacciatore, in generale una o più persone che inseguono qualcun altro. Nella stessa mitologia greca, una versione narra che Orione stia tuttora inseguendo le Pleiadi, perché innamorato di Merope o più probabilmente della madre Pleione.

Ad altri, le tre stelle della cintura ricordano scene di vita quotidiana: tre pescatori per i lapponi, tre falciatrici per i bielorussi, un aratro tirato da due buoi per i macedoni.

Innegabile è l’importanza di Orione e della vicina costellazione del Cane Maggiore per scandire il tempo e i cicli stagionali e agricoli. Gli Egizi prevedevano la piena del Nilo in base a queste costellazioni. Orione era inizialmente identificato con Sah, padre di tutti gli dei, e la stella Sirio con Sothis, sua consorte. Poi Orione fu identificato con Osiride e Sirio con la moglie Iside. Orione e Sirio erano punti di riferimento vitali per il popolo egizio, tanto che si credeva che il faraone, dio in terra, provenisse da Orione e lì tornasse dopo la morte.

Per i Navajo Orione è Átsé Ets’ózí, il Primo Magro, guerriero rappresentato con arco e frecce o anche con una zappetta, pronto a seminare: quando la costellazione tramontava al tramonto del sole, – in primavera –, era il momento di seminare.

Carino il mito del popolo Ojibway, altra tribù di nativi americani, che vedevano in Orione Biboonkeonini, “colui che porta l’inverno”, che ogni anno viene sconfitto dalla resilienza umana.
Talmente carino che degli Ojibway prometto che ti racconto in una prossima occasione.

E sono sicura che ti racconterò in maniera più approfondita anche qualcosa riguardo gli Egizi…

Per adesso mi fermo qui. Qual è il dettaglio che preferisci delle varie leggende riguardo Orione? Lasciami un commento qua sotto! 🙂


Immagine di copertina: hannes Hevelius, Public domain, via Wikimedia Commons.


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