Space Launch System quasi pronto a partire

È pronto il razzo Space Launch System, il più potente mai costruito, che porterà i prossimi esseri umani sulla Luna con il Programma Artemis.
Pronto sulla storica piattaforma di lancio 39B al Kennedy Space Center in Florida, sarà sottoposto ai test finali a inizio aprile per poter confermare il suo primo viaggio di prova.

Space Launch System pronto

Si è affacciato dall’hangar, in cui è stato assemblato per intero per la prima volta, e ha raggiunto, lentamente, la piattaforma di lancio da cui dovrà partire.

Lo Space Launch System è il lanciatore più potente finora costruito ed è il protagonista del Programma Artemis, che porterà i prossimi esseri umani a camminare sulla Luna.
Dallo scorso 18 marzo è pronto sulla piattaforma 39B del Kennedy Space Center, costruita insieme alla 39A per far partire le missioni Apollo.

La luce calda dell’aurora fa da sfondo allo Space Launch System e alla navicella spaziale Orion sulla piattaforma 39B del Kennedy Space Center Nasa (21 marzo 2022).
Foto: Nasa/Ben Smegelsky

Manca l’ultima serie di test per decidere se si può procedere con il primo lancio del Programma Artemis: la prova generale “bagnata” (wet dress reharsal).
Questa prova è detta in gergo “bagnata” perché uno dei passaggi da valutare è il riempimento dei serbatoi principali del razzo dei propellenti liquidi necessari, che sono ossigeno e idrogeno.
La prova, prevista per i primi giorni di aprile, prevede la simulazione di tutti i processi di gestione del lancio del razzo, inclusi i controlli sulle condizioni atmosferiche. Si riempiranno i serbatoi, si faranno i controlli, si comincerà il conto alla rovescia e ci si fermerà a meno di 10 secondi da quello che sarebbe il lancio vero e proprio. E si farà anche il passaggio contrario, ovvero la simulazione di cancellazione del lancio (in gergo si chiama “scrub”) e lo svuotamento dei serbatoi dal carburante.

Tutto per essere pronti a gestire qualsiasi situazione una volta decisa la data di lancio vera e propria. Al momento il lancio della missione Artemis I è previsto per la prossima estate.

Le prime 3 missioni Artemis

Il Programma Artemis, portato avanti principalmente dalla Nasa, dalle aziende di voli spaziali commerciali statunitensi e da partner internazionali come la European Space Agency (Esa), la Japan Aerospace eXploration Agency (Jaxa) e la Canadian Space Agency (CSA), prevede diverse missioni.

Artemis I è solo il primo passo verso la seconda conquista della Luna. Questa prima missione infatti prevede la partenza con l’Sls, un giro attorno alla Luna, il rientro a Terra della capsula Orion. Il tutto però senza equipaggio.

Traiettoria per Artemis I, il primo test di volo integrato del sistema di esplorazione dello spazio profondo della Nasa: la navicella Orion, il razzo Sls e i sistemi di terra al Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida.
Immagine: Nasa

Artemis II eseguirà un flyby della Luna, ma con equipaggio a bordo.

Artemis III permetterà a due astronauti di scendere sulla Luna, mentre due colleghi (senza dubbio meno fortunati, permettimi di dire) li aspetteranno in orbita.
Nel suo complesso, come afferma la Nasa, il primo obiettivo (in senso cronologico) del programma Artemis è portare la prima donna e la prima persona di colore a toccare il suolo lunare.

Il programma è poi molto più articolato, almeno nelle intenzioni, ma le missioni successive aspettano ancora di essere sviluppate.

come Apollo, ma più ambiziosa

Dopo i primi allunaggi, avvenuti tra il 1969 e il 1972 con il Programma Apollo, adesso si torna sulla Luna con la sorella gemella di Apollo, Artemide, una delle mitologiche dee della Luna.

I gemelli Apollo e Artemide in un tondo di coppa attica a figure rosse conservato al Museo del Louvre.
Foto: Briseis Painter, via Wikimedia Commons

Negli anni ’60 del secolo scorso, in piena guerra fredda, arrivare per primi e velocemente sulla Luna era per gli Stati Uniti sia dimostrazione di enorme competenza tecnica sia un bel pretesto per sviluppare tecnologie, quindi industrie, e rafforzare la propria posizione politica ed economica rispetto ai rivali russi.

Oggi arrivare di nuovo a calpestare il suolo lunare significa anche altro. Stavolta Artemis è il punto di partenza, non quello di arrivo. L’intenzione statunitense è di considerare la Luna come una sorta di trampolino di lancio verso Marte.

Il programma attuale deriva dal cancellato Programma Constellation, che già nel logo dichiarava questo triplice obiettivo: dalla Terra (con la Stazione Spaziale Internazionale), verso la Luna e verso Marte.

Il logo del Programma Constellation – cancellato ed ereditato da Artemis – ha tre falcette di dimensioni decrescenti che rappresentano rispettivamente la Terra, la Luna e Marte.

L’ambizione non sta solo in questo. L’intenzione della Nasa, e dei partner internazionali coinvolti nel progetto, è anche quella di stabilire basi permanenti sulla Luna e una stazione orbitante, il Lunar Gateway (portale lunare), comoda come punto di appoggio per le missioni da e verso Marte.

L’obiettivo finale è dunque cominciare una sistematica esplorazione dello spazio profondo. Stavolta non solo grazie alle sonde, come fatto finora, ma con esseri umani che potranno andare a vedere di persona cosa c’è là fuori.

Prima di volare verso Marte, però, aspettiamo di vedere se l’ultimo test di Sls avrà esito positivo!


Immagine di copertina: Nasa/Ben Smegelsky.


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